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comune Casarsa della Delizia

Note di Storia

Distanza da Pordenone: 15 km.

Abitanti: 8.308

Superficie: 20,41 Kmq

Altitudine: 44 mt. s.l.m.

Frazioni e Località: Boscat, Centata, San Giovanni, Comunale, San Floriano, Sile, Versa, Versutta

Sede Municipale: Piazza Quattro Novembre, 23 - 33072 Casarsa della Delizia

Tel.: 0434.873911 Fax: 0434.873910

Arte, storia, cultura, ambiente: L'antichità dei luoghi ove sorge Casarsa è confermata dalle tracce di un "castelliere", dai ritrovamenti di reperti romani e dalla presenza nel X secolo di tre curtes longobarde. Per quanto riguarda l'arte sono da ricordare gli affreschi e una pala di P.Amalteo nella chiesa di S.Croce. Nella frazione di S.Giovanni, nella chiesa parrocchiale, vi è la loggia del XIV secolo e una pala di P. Amalteo ed una del suo allievo G.Moretto.

 
 
 

Vicissitudini storiche  del territorio di Casarsa.

L’insediamento abitativo nel territorio del Comune di Casarsa della Delizia certamente risale a epoche romane. Nei pressi del territorio casarsese transitava fin dal 148 a.C. la via consolare Postumia, strada caratterizzata per la sua funzione militare e che nel suo percorso, attraverso la Valle Padana da Vicenza, risaliva ad Oderzo, Azzano, Casarsa e dopo il guado del Tagliamento giungeva sino ad Aquileia.
Legionari romani con lorica

Il Tagliamento, in prossimità del territorio casarsese, per la natura del suo ampio alveo, quasi sempre offriva, durante l’anno, la possibilità di guado. Secondo alcuni storici, in seguito, la via Giulia incrociava proprio a nord di Casarsa la via Postumia e questo nucleo romano, sorto come stazione di ristoro per i viandanti in prossimità del guado e cambio cavalli per i messaggeri , ebbe un ulteriore sviluppo.
A testimonianza della presenza abitativa nel casarsese furono rinvenuti, in varie epoche, cocci di vasellame vario, tessere musive, monete, persino due pozzi e vario campionario di marmi risalenti al I° secolo a.C.
Ricordiamo che dopo aver sconfitto i galli cisalpini le Legioni di Roma conquistarono, dal III° secolo a.C., e sottomisero i territori del Veneto e del Friuli assorbendo le popolazioni protostriche presenti facendo proprio anche loro usi e costumi e tecnologie.
Abitazione rurale romana
Il territorio del  Comune di Casarsa faceva parte dell'ultima Centuriazione di Ottaviano  Augusto,  volta a suddividere la pianura in aree di 720 ml per 720 ml quanto misuravano i lotti di terreno che venivano assegnati ai legionari veterani (emeriti) come buona uscita , dopo 25 anni di servizio nelle Legioni.
Nella area del Friuli e della Carinzia sono state trovate steli di sepolture di Veterani legionari e questo fa supporre che possano aver fatto parte della <<Tertia  Julia Alpina>> di stanza nelle valli e passi di questa area.
Si presume che, nel prossimo futuro, molto ancora dovrà essere recuperato e venire alla luce in occasione di scavi e ricerche archeologiche mirate.


Insegne delle Legioni-  la terza da sx a dx della penultima fila è quella

della Tertia Julia Alpina  

Il consolidamento della realtà abitativa organizzate, pertanto, da una origine che dia fisionomia e continuità, va ricercata nel periodo dell’invasione Longobarda del 568 d.C.  Longobardi dunque sono in friuli dal VI al VII sec. d.C. ,  abbiamo sicure la presenza di tre cellae o curtes longobarde, erano amministrate  da Gastaldi , ufficiali dipendenti dal re ma in effetti i Duchi  facevano da tramite al potere regio e decidevano in base a esigenze personali, fu una delle difficoltà incontrate dallo stato longobardo e probabilmente un fatto della sua dissoluzione.

Questo popolo di origine germanica si stabilì in Friuli con le sue Fare ( famiglie di nobili e privilegiati per la tutela dei diritti acquisiti dal Duca di Forum Julii- Cividale-) : da una di queste Fare avrebbe avuto origine S.Giovanni, mentre dall ’ Arimannia, che era un gruppo di militari - coltivatori delle terre ,pronti alla difesa da eventuali invasori, sarebbe nata Casarsa.

L'antichità dei luoghi ove sorge Casarsa è confermata dalle tracce di tre "castellieri", dai ritrovamenti di reperti romani e dalla presenza nel X secolo di tre curtes longobarde.
Narra Paolo Diacono: Habitaverunt autem in Pannonia annis quadraginta duobus. De qua egressi sunt mense Aprili, per indictionem primam alio die post sanctum pascha, cuius festivitas eo anno iuxta calculi rationem ipsis Kalendis Aprilibus fuit, cum iam a Domini incarnatione anni quingenti sexaginta octo essent evoluti. (Erano rimasti quindi in Pannonia per quarantadue anni. La lasciarono il giorno dopo la Pasqua, che in quell'anno, secondo il calcolo, era caduta il 1 aprile, nell'anno 568 dall'incarnazione del Signore, indizione prima).
Giunsero in Italia lungo la Via Postumia e attraverso la Valle del Vipacco; la leggenda narra che Alboino si sia soffermato a guardare il panorama della Terra che si accingeva a conquistare dalla vetta di un monte che da allora, fino alla meta' del XX secolo fu chiamato Monte del Re, o Monte Re, ora meglio noto come
Nanos, nella accezione slovena.
Giunti alle pendici meridionali delle Alpi occuparono la Venezia Giulia. Alboino affido' la citta' militarmente piu' importante, Forum Julii, Cividale, al migliore dei suoi generali, Gisulfo, che divenne Duca del Friuli, poi prosegui' l'avanzata, occupando tutti i maggiori centri, ma trascurando le citta' troppo ben difese e le regioni costiere. Furono prese: Codroipo, Ceneda, Treviso, Verona, Brescia, Bergamo, Milano (il 3 settembre 569), Modena, Lucca, Chiusi, Camerino, Spoleto, Benevento (572), Pavia (572), Bologna.


 
 
 
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