La Sede

La nostra Sede

La sede del Gruppo si trova in Via I° Maggio, 2 – San Giovanni di Casarsa (PN), custodita da due storici obici da 75/13 Škoda M15, dedicati a due Medaglie d’Oro al Valor Militare: il Sergente Giovanni Bortolotto e il Caporal Maggiore Olivo Maronese, entrambi appartenenti al 3° Reggimento Artiglieria Alpina, Gruppo “Conegliano”, Divisione Alpina “Julia”, caduti sul fronte russo nel 1942 e 1943.

L’obice da 75/13 Škoda M15 è un pezzo di artiglieria da montagna progettato dall’Impero austro-ungarico durante la Prima Guerra Mondiale, scomponibile in sette parti per il trasporto a soma su mulo. Catturato come preda bellica, fu adottato dal Regio Esercito Italiano e impiegato dagli Alpini su tutti i fronti, dalla Grecia alla Russia. Rimase in servizio fino agli anni Sessanta, quando venne sostituito dall’obice OTO Melara 105/25. Oggi molti esemplari sono conservati davanti alle sedi dei Gruppi ANA, come quello che veglia sulla sede degli Alpini di Casarsa e San Giovanni.

M.O.V.M.
Sergente
BORTOLOTTO GIOVANNI
Nato a Vittorio Veneto (TV) 1918
3° RGT. ART. ALPINA
 Gr.<<CONEGLIANO>>
13^ batteria

< Su par lis cretis come ciamosc>

DIVISIONE ALPINA <<JULIA>>

Motivazione

<<Capopezzo di leggendario valore già distintosi sul fronte greco. Durante un sanguinoso combattimento contro preponderanti forze avversarie era esempio superbo di sprezzo del pericolo e senso del dovere. Benché ferito a un braccio sostituiva il puntatore  caduto e nonostante il martellante fuoco avversario , che stroncava altri due serventi , falciava dapprima col fuoco il nemico incalzante e poi contrassaltava con bombe a mano  riuscendo a respingerlo. Riprendeva in seguito il tiro benché esausto per il sangue perduto fino a quando nuovamente colpito si abbatteva sul suo  cannone .>>  

Russia , 30 dicembre 1942

M.O.V.M.

Cap. Maggiore
MARONESE OLIVO
Nato a Pasiano di Pordenone (UD) 1916

3°RGT. ART.ALPINA  
Gr.<< CONEGLIANO >>
15^ batteria
<Fin a lis stelis>

DIVISIONE  ALPINA <<JULIA>>

Motivazione

<<Capopezzo di artiglieria alpina di provato valore. Durante un attacco di soverchianti forze di fanteria appoggiate da mezzi corazzati, malgrado la violenta reazione avversaria, in piedi dirigeva, con sprezzo del pericolo, il fuoco del suo pezzo sulle fanterie arrestandole e immobilizzando un carro armato. Distrutto il suo pezzo di artiglieria, benché ferito accorreva di sua iniziativa ad un altro pezzo da artiglieria, rimasto privo di serventi, e riprendeva il fuoco sull’avversario nuovamente irrompente. Colpito mortalmente persisteva nell’impari lotta finché, esausto, si accasciava al posto di combattimento. Cosciente della prossima fine , rifiutava ogni soccorso ed incitava i compagni artiglieri a strenua resistenza.>>

Sslowiew Russia 20 gennaio 1943